I cibi PORTAFORTUNA per propiziare il nuovo anno

Che il nuovo anno sia migliore per tutti!… E siccome augurarselo non basta, proviamo ad aiutare la fortuna portando a tavola i cibi cge sono di buon auspicio.

Ecco la top ten dei cibi PORTAFORTUNA:

1. Al primo posto le lenticchie. La tradizione di consumare lenticchie a capodanno ha origini molto antiche, delle quali si hanno tracce perfino nella Bibbia. La loro elezione a portafortuna per eccellenza si è avuta con il diffondersi della leggenda secondo la quale, molti secoli fa, nella notte di capodanno, un contadino, disperato per misera resa del suo raccolto, supplicò il cielo di donargli sostentamento; desiderio esauditosi nella trasformazione dell’unico sacchetto di lenticchie posseduto in un sacco zeppo di monete d’oro zecchino, che permise all’intera famiglia di vivere nel benessere per tutta la vita. Al di là dei miti che le consacrano a procuratrici di ricchezza, la vera preziosità delle lenticchie è nel loro valore nutrizionale: proteine e carboidrati le rendono altamente nutritive; mentre le fibre ne fanno un utile alleato per l’intestino e per il colesterolo, gli isoflavoni per i tumori, gli antiossidanti per gli agenti mutageni; tiamina e fosforo un potente potenziatore della memoria, la vitamina PP un antidepressivo e antipsicotico naturale ed, infine, gli Omega3 un elisir contro Alzheimer, disturbo bipolare, Capelli fragili, Benessere cellulare, Diabete, Affaticamento, Salute del cuore, , Infiammazione, crescita tumorale, dolori osteo-articolari, disturbi Metabolici, Emicrania, Obesità.

2. Una. L’uva simboleggia l’abbondanza ed è per questo che , assieme alle lenticchie, è divenuto un altro alimento portafortuna da consumare a Capodanno come buon auspicio. Un antico proverbio, recita: “chi mangia l’uva per Capodanno conta i quattrini tutto l’anno”. Secondo alcune tradizioni, ogni acino d’uva rappresenta un mese del nuovo anno ed il loro sapore rivela l’andamento del mese; così, se , per esempio, il terzo chicco d’uva è un po’ aspro, marzo potrebbe essere un mese “rognosetto”. In Spagna il rito portafortuna per l’anno che inizia prevede che si mangino 12 chicchi d’uva al ritmo dei dodici rintocchi delle campane a mezzanotte, chi riesce a mangiarli seguendo i rintocchi avrà soldi e fortuna.  Al di la del mito e della leggenda, l’uva è un forziere di salute: è ricca di fibre, calcio, magnesio, ferro, potassio e di vitamina A, vitamina B e vitamina C e contiene anche acido folico. I suoi effetti positivi sono molteplici: è disintossicante, depurativa, diuretica, antiossidante, antinfiammatoria; aiuta a ridurre il colesterolo e a fluidificare il sangue, migliorando la circolazione. Sarà forse per queste su funzioni che, nel tempo, la si è voluta sulle grasse ed abbondanti tavole del cenone di fine anno?

3. Riso. Il suo candore ricorda la purezza, il suo nome il sorriso, ossia la felicità

4. Peperoncino. portafortuna per eccellenza fin dal suo arrivo dalle Americhe per scongiurare il malocchio. Il suo effetto è anche brucia grassi: niente di meglio per questi lauti banchetti di fine anno!

5. Melograno. Cibo che ugura felicità e ricchezza per la forma dei sui semi.. Ma che realmente ne procura per il contenuto di sostanze benefiche.

Le proprietà benefiche del melograno erano già note nei tempi antichi: la radice cotta nel vino veniva usata come vermifugo e la buccia veniva utilizzata in caso di intestino pigro.

Proprietà nutrizionali e benefiche
Il melograno è ricco di antiossidanti, vitamina C (un solo melograno contiene quasi il 20% dell’intero fabbisogno di un uomo adulto), vitamina K, vitamina B, vitamina A, potassio, proteine, carboidrati e grassi. Il melograno è anche ricco di altri minerali, tra cui ferro, calcio, magnesio, fosforo e, in misura minore, manganese e zinco. Apporta poche calorie: circa 60 Kcal per 100 grammi di prodotto. Grazie alla presenza di tannini epolifenoli, questo frutto svolge un’azione antitumorale, ostacolando la formazione di metastasi e riducendo i radicali liberi. Le antocianine contenute nel succo di melograno sono in grado di svolgere un’azione protettiva nei confronti dei danni da raggi UV. Il suo succo può agire anche come anticoagulante, riducendo il rischio di arteriosclerosi, nonché svolgere anche azione di prevenzione per le malattie cardiovascolari. Il suo consumo regolare aiuta a ridurre il colesterolo LDL e ad aumentare il colesterolo HDL, a combattere l’obesità, a migliorare il benessere complessivo ed è indicato anche per pazienti in dialisi.

6. Verdura verde. Nel detto popolare “fa verdoni”. Ma aiuta anche a reperire sali minerali e, soprattutto, ricche in magnesio  sale minerale che favorisce il metabolismo dei carboodrati.

7. mandarino (richiama l’infinito grazie alla sua forma quasi perfettamente sferica). Aiuta a digerire per il tuo tenore di acidità. Previene influenza e raffreddore con la vitamina C. Per l’alto contenuto di beta carotene protegge dai danni di radicali libero (cve si producono anche quando si dorme poco o si mangia tanto, come succede nei giorni di festa)

8. Cipolla. Come il peperoncino è un potente cibo cge protegge dal malocchio, lascaindo quindi spazio alla fortuna. Contiene quercitina che protegge dai radicali liberi e isotiocianato che protegge dall’invecchiamento… Così  giusto per propire anche la giovinezza, visto che è passato un altro anno

9. Panettone . Lo sapevate il panettone che ha origini lucane? La leggenda narra che fu inventato da Messer Ughetto degli Atellani – detto Toni – un falconiere della famiglia della Tela, cortigiani e diplomatici, originari di Atella, giunti al nord nel corso del Quattrocento, al servizio dei duchi di Milano, e ai quali Ludovico il Moro regalò, nel 1490, due case a corte con bellissimo giardino (poi passate in possesso a Leonardo come ricompensa per la realizzazione della Cappella Sistina), ora conosciuta come Villa Atellana e situata lungo l’attuale corso Magenta. Si racconta che Toni si innamorò di Algisa, bellissima figlia di un fornaio, e, per poterla conquistare si fece assumere nel forno come garzone, nel tentativo di ingraziarsi il fornaio, il ragazzo tentò di aumentare le vendite della bottega creando un nuovo dolce: con la migliore farina del mulino impastò uova, burro, zucchero e uva sultanina. Questa creazione, subito chiamata “Pan de Toni”, ebbe un successo incredibile anche da fuori Milano, facendo lievitare enormemente le vendite del fornaio, che diede in sposa al giovane ragazzo la sua figliola! Il panettone è ritenuto simbolo di amore e nuovo inizio. Anche se calorico e ricco di zuccheri, è possibile consumare il panettone in sicurezza per la propria salute con poche preziose accortezze: scegliamo un panettone artigianale, scartando quelli industriali più ricchi di ingredienti poco salutari, come lo sciroppo di glucosio e fruttosio; privilegiamo poi quello ricco di frutta secca per almeno tre ragioni: contrariamente a quanto spesso si dice, questi alimenti aiutano a non prendere peso, rallentano l’assimilazione degli zuccheri (aiuto contro diabete e trasformazioni tumorali) ed in più riducono il rischio di disturbi cardiovascolari.

10. Spumante per brindare.Si suppone che il brindisi sia nato nella notte dei tempi. Principi assiro-babilonesi, con le loro consorti, levano i calici per ringraziare i loro dei e per propiziarne i favori. Così pure fanno, sin dal 3000 a.C. i Faraoni e le loro spose, come testimoniato da bassorilievi, affreschi e (in seguito) da tavolette di argilla incise, che pure già dettano le regole contro l’abuso di alcool, pena l’ira degli Dei. I Greci e i Romani, con i loro simposi, continuano la tradizione del brindisi in forma conviviale. Brindare a Capodanno rientra appunto in quest’ottica: scongiurare ogni tristezza e augurare un sereno futuro. Per brindare al meglio, ricordatevi di consumare solo mezzo o 1 bicchiere di spumante: è questo il livello di sicurezza raccomandato per non arrecar danno all’organismo! Sappiate poi che alcuni fattori modificano i tempi di assorbimento dell’alcool: la presenza di cibo lo rallenta, mentre la presenza di anidride carbonica (come nello Champagne, nello spumante ed in altre bevande frizzanti) lo accelera. Perciò, per limitare il più possibile i danni da alcool, prima di tutto limitatene l’assunzione; poi associate al bicchiere di spumante un bel crostino di pane con una alice ed un filo di olio extravergine di oliva perché i grassi dell’olio e dell’alice ed i carboidrati del crostino rallentano l’assorbimento dell’alcool; a questo aggiungete tanta acqua, aiuterà a contrastare l’effetto disidratazione provocato dall’alcool, che è una delle maggiori cause di mal di testa e capogiro da alcool.

Felice Anno nuovo a tutti