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Così i cibi ultraprocessati creano dipendenza. Lo studio.
Il consumo di cibi ultra processati come ad esempio piatti pronti, bevande gassate, patatine, è associato nel 14% degli adulti e nel 12% dei bambini a meccanismi biopsicologici di dipendenza e problemi clinicamente significativi.
Un adulto su sette e un bambino su otto potrebbero essere dipendenti da alimenti ultra processati.
Quando parliamo di questi cibi, ci riferiamo ad alimenti confezionati mediante processo industriale, che contengono più di 5 ingredienti come ad esempio coloranti, conservanti o aromi.
Rientrano tra questi anche quelli che hanno subito diversi trattamenti di trasformazione come il riscaldamento ad alte temperature, la frittura e l’estrusione.
Oltre alle conseguenze sulla salute, questo tipo di alimenti produrrebbero un livello tale di assuefazione che ne favorirebbe lo stimolo a un consumo ricorrente. I comportamenti dei consumatori di questi cibi sarebbero molto simili a quelli della dipendenza:
- desiderio intenso
- sintomi di astinenza
- minore controllo sull’assunzione.
- disturbo da alimentazione incontrollata.
- cattiva salute fisica e mentale e minore qualità della vita.
Secondo i ricercatori, i carboidrati raffinati o i grassi aggiunti, evocano livelli simili di dopamina nello striato cerebrale come le sostanze che creano dipendenza come la nicotina e l’alcol.
Sulla base di questi paralleli comportamentali e biologici, gli alimenti che forniscono alti livelli di carboidrati raffinati o grassi aggiunti sono un forte candidato per una sostanza che crea dipendenza.
Anche la velocità con cui questi alimenti forniscono carboidrati e grassi all’intestino potrebbe svolgere un ruolo nella loro potenziale di dipendenza, hanno aggiunto gli autori della meta-analisi.