L’ultimo trend è il il Kopi Luwak (pronuncia indonesiana: [ˈkopi ˈlu.aʔ]), un tipo di caffè prodotto con le bacche, ingerite, parzialmente digerite e poi defecate dallo zibetto comune delle palme, un cugino del Mangusta

Questo animaletto cerca e ingerisce il solo le migliori ciliegie di caffè come parte della sua dieta variata. Durante la digestione le proprietà dei chicchi sono naturalmente alterate, rimuovendo la sua amarezza e con l’introduzione di note saporite di frutta esotica e frutti di bosco. Kopi Luwak viene poi raccolto dalla giungla ed elaborati da parte degli agricoltori.

COSA RENDE “SPECIALE” QUESTO CAFFÈ? 

Pare che il passaggio nell’intestino dell’animale renda il Kopi Luwak un caffè con una minore percezione del gusto amaro ed un retrogusto di cioccolato e di selvatico.

Secondo alcuni critici il kopi luwak in realtà non ha alcuna caratteristica particolare e l’interesse verso di esso è dovuto al prezzo ed al metodo di produzione. Ad esempio Tim Carman della sezione Food del Washington Post in un articolo ha definito il Kopi Luwak “a cup of coffee as flavorless as wet cardboard.” (“una tazza di caffè insapore come del cartone bagnato”).

Ciò che di certo rende speciale questo caffè è il suo costo: circa 800 euro al chilogrammo, più o meno 12 euro a tazzina

SFRUTTAMENTO E MORTE DIETRO IL BUSINESS del CAFFÈ DI CACCA

Veniamo alla nota dolente: la sua produzione.Inizialmente i produttori si limitavano a raccogliere manualmente le deiezioni degli zibetti nei pressi delle piantagioni di caffè, ma nel momento in cui è diventato un affare sono iniziati i guai per questi poveri animali.Oggi gli zibetti vengono infatti catturati nella foresta, rinchiusi in minuscole gabbie e alimentati forzatamente ed esclusivamente con chicchi di caffè, che in natura costituiscono una parte minima della loro dieta onnivora. Gli animali vengono così privati della libertà e degli spazi naturali, privazioni che comportano malattie, depressione e comportamenti nevrotici.

Di solito gli zibetti vengono sfruttati per tre anni e poi liberati, ma le loro condizioni sono spesso compromesse e molte volte non sopravvivono al rilascio. Oltre alla sorte terribile che tocca agli zibetti, specie già minacciata dalla massiccia deforestazione, anche la qualità del caffè peggiora notevolmente.

In natura le civette delle palme praticano una sorta di selezione dei chicchi, prediligono infatti i frutti più maturi che hanno i chicchi più dolci. Questo processo non avviene ovviamente in cattività e gli animali vengono nutriti con chicchi a diversi stadi di maturazione, a discapito del sapore del caffè.

Gli zibetti più fortunati – rinchiusi per non meno di tre anni – riescono a sopravvivere a tale supplizio e vengono rimessi in libertà nonostante non se ne conoscano, poi, le sorti. Molti altri, invece, oltre a perdere il pelo, mostrano segni di squilibrio già all’interno delle gabbie.

Per tale motivo svariate sono state le reazioni da parte di numerosi enti aventi a cuore la sorte degli zibetti. Tra questi, la Peta – ovvero la più grande organizzazione per i diritti degli animali del mondo – si è mossa chiedendo il riconoscimento del divieto assoluto per quanto riguarda la produzione del Kopi Luwak.

VISTO CHE IL “DEFECATO” PIACE TANTO….ECCOVI QUELLO MASTODONTICO DELL’ELEFANTE

Visto il grande successo del caffè defecato da animali è arrivato anche il “Black Ivory Coffee”, appunto “Avorio Nero” un caffè particolarmente costoso, e a quanto dicono anche molto Intenso ed Aromatico. La particolarità di questa miscela sta nel suo metodo di “estrazione”, come per Kopi Luwak, il metodo è lo stesso, entrambi vengono ricavati dalle feci di animali, ovviamente fiutato l’affare, in molti hanno tentato l’emulazione, coinvolgendo diverse specie di animali, fra tutti l’ha spuntata un imprenditore Canadese, Blake Dinkin, secondo il quale, pare che nello stomaco dell’Elefante sia nascosta la formula perfetta, ed il ciclo continua …..

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