La pasta è, per noi italiani, l’alimento per eccellenza. L’articolo di oggi è finalizzato fornirvi qualche buona norma per una acquisto consapevole. Ecco i criteri da seguire per scegliere la pasta migliore. La prima valutazione deve essere visiva: colore, consistenza e ruvidità della pasta sono i primi parametri che ci permettono di discriminare un prodotto ottimale da un altro che non lo è affatto! Il colore della pasta che stiamo per acquistare deve ricordare il più possibile quello della farina con cui è stata prodotta: ciò indicherà che sia i tempi sia le metodiche di lavorazione hanno consentito la conservazione, nella pasta, della gran parte dei nutrienti presenti nella farina. La ruvidità e la porosità sono altri due indici importanti: indicano che la pasta è stata sottoposta a trafilatura in bronzo, il miglior metodo di lavorazione (di cui troveremo conferma in etichetta). Secondo criterio, sempre osservazionale: la tenuta di cottura. Una pasta di buona qualità non scuoce e l’acqua di cottura resta limpida. Dopo l’aspetto valutiamo gli indici di qualità riportati in etichetta. Prestiamo attenzione in primo luogo agli ingredienti: dobbiamo ricercare la presenza di sola semola di grano duro, nessun altro ingrediente è necessario per produrre pasta! Guardiamo, poi, i valori nutrizionali, sempre riportati in etichetta. Importantissimo osservare il quantitativo di proteine, che in una pasta ottimale è dal 13,5% in su. L’attenta lettura dell’etichetta è importante anche per la pasta fresca: va ricercata la presenza di semola di grano duro, alla quale, a volte, può essere sostituito anche il grano tenero. Di bassissima qualità, invece, la pasta prodotta con sfarinati di riso integrale! Per la pasta fresca all’uovo, invece, una accortezza in più: accertartiamoci che sia fatta con uova fresche di categoria A. Scartiamo invece quella prodotta con ovoprodotti, cioè derivati dell’uovo, per la cui conservazione vengono utilizzati additivi (più spesso antimicrobici) che non troveremo neppure riportati in etichetta. Attenzione anche alla frequenza di assunzione di pasta all’uovo: è più ricca di colesterolo, apportato appunto dall’uovo, quindi non va consumata tutti i giorni! A completamento della nostra disamina, ecco qualche considerazione sulle paste ripiene. Maggiore attenzione all’etichetta: oltre a farina di semola e acqua, in unica aggiunta, dobbiamo ritrovare solo l’ingrediente del ripieno (ad esempio, per i ravioli, la ricotta); scartiamo quella a cui sono aggiunti additivi e zucchero. Più defilata, tra gli scaffali, troviamo la pasta integrale. Sarà davvero più light della comune pasta di semola? Benché sia una convinzione molto diffusa, realmente non è così: il quantitativo di calorie per 100 grammi di pasta di semola è di 360 Kcal, la stessa quantità di pasta integrale ne apporta invece 350, quindi la differenza calorica è realmente poca! I vantaggi di questa pasta sono legati alla presenza di fibre! La pasta integrale è prodotta con farina non raffinata, ossia farina derivante da semi di frumento che conservano la crusca, l’involucro esterno del seme, che, oltre ad essere ricca di vitamine e minerali, è anche ricca di fibre. Quando mangiamo le fibre, queste si rigonfiano all’interno del nostro stomaco, ci fanno sentire sazi subito e per molto tempo, inducendoci a mangiare meno; inoltre fanno si che la pasta abbia un indice glicemico molto più basso, cioè faccia innalzare meno velocemente la glicemia, aiutando a prevenire la patologia diabetica, le malattie cardiovascolari ed il cancro. Tra le fibre, i beta-glucani, riescono addirittura a sequestrare il colesterolo, aiutandoci a prevenire tantissime patologie correlate al suo aumento nel sangue, come ad esempio le malattie cardiovascolari. La pasta, più del pane, è un alimento dal quale non dovremmo prescindere: ha un indice glicemico più basso del pane, specie se cotta al dente (se la si fa cuocere troppo l’indice glicemico sale notevolmente). Consumate quindi pasta, ma fatelo nel modo giusto: la porzione ottimale per ognuno di noi è pari al volume descritto da due dei propri pugni. Non cedete al falso mito delle poche calorie apportate dalle proteine, perché paragonando una bistecca ad un piatto di pasta, si finisce in parità: 100 grammi di pasta ci apportano 360 calorie, lo stesso quantitativo di calorie che apporta una bistecca di carne da 160 grammi.

 

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