Quando si pensa all’ influenza e a come contrastarla, il primo pensiero va alla vitamina C, a cui fin da bambini ci hanno abituati ad associare le proprietà antibatteriche. Oltre alle arance ne sono ricchissimi anche peperoncini piccanti, peperoni, rucola, kiwi, cavoletti, lattuga e fragole. La dose giornaliera raccomandata dal Consiglio Nazionale di Ricerca è di 60 mg per gli adulti (ovviamente varia molto in base a peso, metabolismo, attività fisica, età, eventuale presenza di malattie). Dobbiamo assumerla più volte al giorno per giovare dei suoi effetti: l’ organismo infatti la elimina dopo 3 o 4 ore dall’assunzione. Come organizzarsi? Al mattino, beviamo una spremuta; a pranzo, aggiungiamo un pizzico di peperoncino piccante in un bel piatto di pasta e cavoletti: il pomeriggio, mangiamo un kiwi e la sera un contorno di lattuga o rucola. Attenzione: la vitamina C è sensibile a luce, calore e aria (cioè si ossida perdendo di funzionalità), perciò consumiamo gli alimenti che la contengono crudi, appena puliti, tagliati o spremuti. Non cediamo al fascino dei soli prodotti esotici! Spesso gli alimenti più utili al nostro organismo sono i più comuni. Le crucifere, ad esempio, ( come broccoli, cavoli e verza) oltre alla vitamina C, sono ricchi di antiossidanti e stimolano le mucose, facilitando la secrezione di muco (la nostra difesa naturale contro i patogeni). I cereali integrali (come pane e pasta) sono invece ricchi di zinco: un importantissimo minerale fondamentale alla produzione di anticorpi. Un buon piatto di pasta integrale o una zuppa di cereali con i broccoli è un piatto preziosissimo per combattere i malanni invernali. Lo diventa ancor più se, come facevano le nostre nonne, lo insaporiamo con l’aglio, ricco di allicina, un vero antibiotico e antivirale naturale, ritenuto in tempi antichi guaritore di tutti i mali. Chi gradisce sperimentare nuove associazioni, può aggiungete ai piatti un pizzico di curry o curcuma, ricchi di acido acetil salicilico, il principio attivo dell’aspirina: in 100 grammi di curcuma ve ne sono 218 mg. Ne sono ricchi anche i datteri e l’uva passa. Chiudiamo la serata con una tisana di zenzero. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista medica Arthritis, ha comparato i benefici apportati dallo zenzero ai più comuni antidolorifici come cortisone ed ibuprofene, stabilendo che questa spezia sia in grado di dare sollievo evitando gli effetti collaterali dei classici farmaci. Lo zenzero si è dimostrato capace di inibire la produzione di citochine, molecole che causano dolore ed infiammazione. I suoi effetti si esplicano sia se il prodotto è fresco sia se cotto o in polvere. Come utilizzarlo: in polvere in zuppe, fritti, stufati o nei dolci; o come succo fresco (solo o abbinato a ortaggi come le carote o a frutta come le mele). Ottima la tisana, preparata facendo bollire in acqua per 45 minuti la radice di zenzero tagliata a pezzetti: tutti i principi nutritivi passeranno all’acqua. Aggiungiamoci il miele. Nel 2010 è stata identificato, dai ricercatori del Medical Center di Amsterdam, il principio attivo che conferisce al miele e le sue proprietà battericide: si tratta della proteina DIFENSINA-1, prodotta dalle api ed aggiunta al miele, elemento chiave del sistema immunitario delle api. Si tratta di un battericida talmente potente che si pensa di utilizzarlo per sviluppare nuovi farmaci in grado di combattere addirittura le infezioni antibiotico resistenti.

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