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Col brutto tempo si ingrassa
Con le piogge di questi giorni e la primavera che tarda ad arrivare, il rischio non รจ solo quello di ritrovarci giรน di corda ma anche di aumentare di peso mettendo a dura dura prova la prova del costume!
Una sorta di ‘mal d’autunno’. Fuori stagione. Una sindrome che anche in Italia arriva a interessare una persona su 10, con le donne 6 volte piรน colpite rispetto agli uomini.
la malinconia cronica per ill cattivo tempo ha persino un nome tecnico: ‘Seasonal Affective Desorder’. Dipende dalla luce che latita e, tra i sintomi piรน tipici, comprende anche un aumento generale dell’appetito e in particolare della voglia di carboidrati.
Vietato stupirsi, insomma, se di questi tempi gli zuccheri stregano anche gli integralisti della dieta ‘no-carb’.
la fame da stagione fredda e buia รจ legata a un meccanismo paragonabile all’entrata in letargo, proprio come avviene ad orsi, ghiri, scoiattoli e i nostri “parenti” animali.
I depressi d’autunno sperimentano sulla propria pelle “un residuo ancestrale” che, come in vista dell’inverno, spinge a fare il pieno di energie. Proprio come accade agli orsi o alle marmotte. Con la differenza che, mentre poi loro si addormentano davvero al caldo delle pellicce aspettando primavera, a noi del letargo restano solo i chili di troppo. E un bisogno di dormire difficile da soddisfare.
La causa del mal d’autunno รจ sostanzialmente la riduzione del cosiddetto fotoperiodo, ovvero la quantitร di luce alla quale siamo esposti durante il giorno. “La luce del sole, infatti, penetra nel nostro organismo attraverso la retina dell’occhio e percorre il cervello fino a raggiungere la ghiandola pineale che secerne melatonina. A sua volta, questo ormone-lancetta dell’orologio biologico รจ collegato ai circuiti della serotonina, noto ormone del buonumore. In poche parole, in autunno si verificano una modificazione del rilascio di melatonina e una riduzione dei livelli di serotonina. Da qui il ‘quadro clinico’ della depressione di stagione.
Un esperto, lo psichiatra Mencacci spiega i sintomi: “Difficoltร a svegliarsi al mattino, continua sensazione di stanchezza, umore irritabile, aumento dello stato di ansietร e perdita della concentrazione”. Oltre all’incontenibile fame di carboidrati, sono questi i sintomi principali della sindrome post-estiva. Particolarmente noti alle donne, con un picco massimo fra le giovani adulte 30-40enni. “L’etร in cui tutti gli orologi biologici si mettono in moto”, evidenzia lo psichiatra. Che conferma l’impatto oggettivo del mal d’autunno sulla vita di tutti i giorni: “Le performance sul lavoro possono risentirne, per il calo della concentrazione e una sorta di ‘stato confusionale’ che aumenta per esempio la probabilitร di sviste o errori”.
“La stagione piรน a rischio non รจ l’autunno – assicura Mencacci – bensรฌ la primavera, in generale i mesi fra aprile e giugno”.
Possibili soluzioni?
1. Alzarsi di buon mattino e non perdersi nemmeno un raggio dei pochi che ip giorno concede. “L’ideale – consiglia lo specialista – รจ sfruttare la fascia oraria 8.30-10, quando il livello di luce รจ piรน intenso”.
2.abbuffarsi di frutta e verdura: sali minerali e vitamine, ma soprattutto fibre che promettono di saziare e limitare la fame da carboidrati
3 iniziare una dieta “generosa e non da privazione: i danni si limitano con astuzia e non con divieti destinati ad essere elusi.