Col problema di dover gestire la sempre più frequente intolleranza a latte vaccino e lattosio, ecco che molti si trovano davanti alla difficoltà di dover trovare una alternativa per la propria colazione, per lo spuntino o per poter preparare un dolce o assaporare un buon gelato o qualcosa di simile al formaggio. Poi c’è quella fetta di popolazione che, pur non manifestando reazioni avverse al latte vaccino, decide di escluderlo dalla propria dieta per ragioni etiche o per consapevolezze/convinzioni alimentari. Qualunque sia la motivazione di partenza, chi ha eliminato il latte dalla propria dieta è oggi supportato dal mercato alimentare, che propone nuove tipologie di “bevande vegetali” con aspetto molto simile al latte (sul sapore, invece, ancora qualche riserva). “Bevande”, esattamente così! Perché la prima cosa da sapere è che è errato denominare questi prodotti vegetali “latte”! Il 14 Giugno di quest’anno, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emanato una sentenza in cui ha chiarito che «i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni come “latte”, “crema di latte o panna”, “burro”, ”formaggio”, “yogurt”, che il diritto dell’ Unione riserva ai prodotti di origine animale», una interpretazione di un regolamento europeo, che rende questa sentenza immediatamente efficace in tutti gli stati membri dell’Unione. Oltre la dicitura, però c’è tanto altro, come, ad esempio, il dubbio di molti riguardo la bontà degli ingredienti contenuti in queste bevande vegetali e il loro effetto sulla salute. Proviamo a chiarire qualche aspetto! Partendo dall’etichetta possiamo già migliorare la scelta: un buon prodotto vegetale contiene in etichetta una percentuale almeno del 15% del cereale o frutta secca di cui la bevanda porta il nome (soia, riso, mandorla etc..), un dolcificante e ovviamente acqua. Oli, grassi aggiunti, sale, additivi ed addensanti complicano troppo la composizione di una bevanda, rendendola meno sana e meno affidabile per un consumo quotidiano! Tra le varie tipologie di bevande vegetali, è difficile decretare quale sia in assoluto la migliore: se il primato spetti alla bevanda alla mandorla o a quella al riso o alla chiacchierata e discussa soia è difficile dirlo! Proviamo però a mettere qualche punto fermo che permetta ad ognuno di scegliere bene! Uno degli aspetti più importanti da valutare è l’indice glicemico: il cereale che compone la bevanda determina, nella bevanda stessa, la capacità di far innalzare più o meno velocemente la glicemia. Più l’indice glicemico di una alimento è basso, meno si alza la glicemia quando assumiamo quell’alimento. Attenzionare l’indice glicemico di ciò che mangiamo e beviamo è importante non solo per un diabetico, ma per scongiurare anche in soggetti sani il rischio di sviluppare patologie quali cancro, diabete, obesità, malattie cardiovascolari. La soia, tra i componenti delle varie bevande vegetali, è l’alimento vincente sotto l’aspetto dell’indice glicemico, che è molto basso; poi, a salire, troviamo il latte di avena, di kamut, di mandorla, di farro, di riso; mentre l’indice glicemico più alto in assoluto lo possiede il latte di cocco. Sulla soia però sono molti i dubbi non ancora chiariti e su cui le ricerche scientifiche stanno cercando di far luce. La paura più spesso manifestata è legata alla soia OGM: un aspetto, invece, tranquillamente risolvibile scegliendo una bevanda BIO. Riguardo al resto, allo stato attuale sappiamo solo che la soia è controindicata in chi ha malattie autoimmuni (ad es. Tiroiditi), in chi soffre di patologie estrogeno dipendenti (come l’endometriosi), in chi ha avuto un cancro al seno (tumore estrogeno dipendente), negli uomini con problemi di prostata; si aggiunga che potrebbe essere una alimento allergizzante; di contro, pare aiuti a tenere sotto controllo la sintomatologia associata alla menopausa. Il consiglio? Ovviamente, variare, anche mettendo assieme più tipologie di bevande vegetali in un solo momento, per compensare i difetti di ognuna e trarne quanti più benefici possibili: ad esempio associando bevande più proteiche, come mandorla, avena, nocciola, ad una di quelle con un indice glicemico più alto come quello di riso, e ancora altre con “grassi buoni” come quello di cocco. Aspettando, intanto, che la scienza ci regali quali dato in più per eleggere la bevanda vegetale perfetta per la nostra salute.

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