La domanda di un lettore: “Ho trovato nel banco frigo di un supermercato PIM, a Roma, un formaggio di nome Trenta, della marca Westland, con la scritta “Basso Colesterolo” che presenta un’etichetta non facile da capire (vedi foto sotto). Vorrei avere un vostro parere e una spiegazione.”Elsa

Risponde l’avvocato Dario Dongo, esperto di diritto alimentare.

Il prodotto in esame a ben vedere, pur trovandosi in mezzo a vari formaggi, non appartiene a tale categoria. Né potrebbe venire presentato come tale, poiché tra i suoi ingredienti ne compare uno del tutto anomalo (rispetto a quanto previsto nel reg. UE 1308/2013), “olio vegetale di mais”, in quota del 18,8% sulla formula. L’utilizzo del nome “specialità alimentare”, ad avviso dello scrivente, non è sufficiente a prevenire la confusione del consumatore sull’effettiva natura del prodotto, considerando inoltre la sua collocazione in mezzo ai formaggi veri e degni di tale nome.

La dicitura “Basso Colesterolo” che campeggia sulla crosta del prodotto, oltretutto, si qualifica a tutti gli effetti come “indicazione nutrizionale”, come tale soggetta all’applicazione del regolamento CE 1924/06 (la cosiddetta NHC, “Nutrition & Health Claims Regulation”). E tuttavia, l’Allegato al predetto regolamento riporta un elenco tassativo dei soli “nutrition claims” ammessi in Europa, alle condizioni ivi previste, tra le quali non figura alcun riferimento al tenore di colesterolo nei cibi.

In aggiunta, vale la pena ricordare che l’impiego di qualsivoglia indicazione nutrizionale comporta la specificazione dei relativi valori in una dichiarazione nutrizionale apposita, che non solo è carente nel caso in esame ma sarebbe comunque vietata.

formaggio trenta
La dicitura “Basso Colesterolo” si qualifica a tutti gli effetti come “indicazione nutrizionale”

Il regolamento UE 1169/11, cosiddetto FIR (“Food Information Regulation”), ha infatti innovato la previgente disciplina dell’etichettatura nutrizionale (dir. 1990/496/CEE e successive modifiche) escludendo la possibilità di indicare il tenore di colesterolo negli alimenti. Al preciso scopo di evitare che tale notizia potesse indurre il consumatore in confusione sulla presenza o meno di colesterolo (poiché quello contenuto nei singoli prodotti non ha alcun rilievo rispetto a quello ematico).

Da il fatto alimentare

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