Ad Avigliano si fa un pane che profuma di tradizione ed inebria i vicoli, attira i passanti! Ad Avigliano si fa un pane che da 400anni resta immutato, fatto di vero lievito madre. Ad Avigliano si fa un pane che si prova ad imitare ma senza successo, perché unico! Ad Avigliano si fa un pane, quello di Valvano, che parla di famiglia, racconta la storia di un paese e, una volta assaggiato, ti conquista.

Il pane del mio paese è quel pane che, quando sei fuori, ti fa dire “mi manca il mio pane”! È  quello che gli studenti fuorisede ricevono nei pacchi dai genitori (fatto), è quello che ti fa pensare che il pane delle altre regioni è o troppo morbido o troppo sciapo (fatto, ogni volta), è quello che, quando torni a casa, annusi (fatto), è quello che ti ha fatto decidere che, da nutrizionista,  non avresti mai prescritto una dieta senza pane.

Riporto integralmente l’articolo del Gambero Rosso dedicato al pane del forno di Valvano di Avigliano:

Oggi il nostro viaggio alla ricerca dei campioni dell’arte bianca ci porta in Basilicata. Protagonista della regione è il Pane di Matera IGP.  Il re dell’arte bianca nella regione, è il pane di Matera IGP, un pan arcaico che racconta la Basilicata nei sapori e nella forma. Ci sono poi altri forati tipici. Tutto questo lo abbiamo raccontato nella guida Pane & Panettieri d’Italia in cui abbiamo celebrato i migliori panificatori italiani. Ecco quelli che, nella regione, hanno conquistato i Tre Pani e i Due Pani.

Basilicata: pane della tradizione

È la terra dei favolosi fagioli di Sarconi e dei prelibati peperoni di Senise Igp, della melanzana rossa di Rotonda Dop al caciocavallo silano, e del canestrato di Moliterno. E in cucina questi prodotti si incontrano in ricette semplici ma dai sapori intensi come la zuppa alla santavenere, una minestra di pesce profumata con il dolce peperone di Senise in polvere, o la rafanata a base di uova sbattute, patate lesse schiacciate, mollica di pane sbriciolata, pecorino e soppressata lucana.

Sul fronte dell’arte bianca sono molte, e antiche, le tradizioni. Il primo pensiero va al famoso pane di Matera IGP. Simbolo della città di cui prende il nome, viene prodotto con semola di grano duro rimacinata proveniente dalle Colline Materane, dove viene coltivato sin dall’antichità. Fragrante, con crosta bruna e mollica tendente al giallo paglierino morbida e compatta con caratteristica alveolatura, presenta la tipica forma irregolare e allungata che ricorda il profilo della Murgia Materana, territorio a cui si lega imprescindibilmente. Nelle panetterie lucane, però, si trovano tanti altri formati, sicuramente vi capiterà di vedere un pane a forma di grande ciambella: molto probabilmente si tratta del pane cuddura, il cui nome deriva dal greco “kulloura” che significa corona. Altrimenti trattasi del ficcilatìdd, un altro pane a forma di ciambella che però è ricoperto di semi di finocchio.

 

Due pani al forno Valvano di Avigliano 

Forno storico della Basilicata con oltre 400 anni di storia alle spalle. È gestito dalla famiglia Valvano con Vitantonio attento al fuoco e le donne dedite alla cura dell’impasto e del lievito madre (“crisc”). Le panelle sfornate, con forme che superano agevolmente il chilo, hanno il profumo del legno di faggio utilizzato per la cottura, crosta bruna e mollica ben idratata, alveolatura omogenea e gustosa. Tra i pani tradizionali c’è la “strazzata”: focaccia con forma ad anello e impasto aromatizzato con grani di pepe. Assolutamente da non perdere la pizza in teglia, bassa e croccante ai bordi, condita con pomodoro, origano selvatico e olio extravergine.

Valvano – Avigliano (PZ) – via Forno ai Giardini, 4 – 347 6927036

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